9 Aprile 2008
da La Tecnica della Scuola:
A momenti si saprà l’esito dell’incontro decisivo tra rappresentanti del Ministero dell’economia, della pubblica istruzione e dei sindacati per stabilirne il numero. Via XX Settembre frena, ma per i sindacati i posti ci sono anche perché vanno assunti 50.000 docenti di sostegno in tre anni. C’è poi un’ultima ipotesi, fornita dal Ministro Fioroni: quella delle immissioni in ruolo in due trance, la prima immediata e l’altra dopo le elezioni. Ma per la sinistra sarebbe scandaloso.
Sono ore di trepidazione quelle che stanno vivendo i precari della scuola: a momenti si saprà infatti l’esito dell’incontro decisivo tra rappresentanti del Ministero dell’economia, della pubblica istruzione e delle organizzazioni sindacali per stabilire il numero di assunzioni da fare prima dell’avvio del prossimo anno scolastico. Secondo le indicazioni di ieri sembrava si dovesse procedere ad immettere in ruolo non più di 32.000 lavoratori (25 mila insegnanti e 7 mila non docenti) anziché i 60.000 stabiliti in Finanziaria.
Un’eventualità – dimezzare il contingente - che ha mandato su tutte le furie i sindacati: Cgil, Cisl, Uil e Snals-Confsal hanno immediatamente inviato una richiesta al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e ai Ministri dell’economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e dell’istruzione, Giuseppe Fioroni, per l’attuazione del piano triennale di assunzioni previsto dalle leggi finanziarie 2007 e 2008. I sindacati considerano infatti le chiamate in ruolo come “elemento fondamentale” a garanzia del funzionamento e della qualità della scuola pubblica e un “doveroso riconoscimento” dei diritti del personale precario. Hanno pertanto chiesto l’immediata emanazione del decreto autorizzativo, considerata l’ampia disponibilità dei posti vacanti rispetto alle previsioni del piano triennale approvato dal parlamento.
Ancora una volta le parti si sono scontrate sui numero. A frenare per le assunzioni di tutti i 60.000 precari sarebbe via XX Settembre, soprattutto dopo aver appreso dell’inaspettata riduzione dei pensionamenti, passati da quasi 55.000 dello scorso anno a meno di 20.000: ciò comporterebbe dei costi eccessivi per il personale dello Stato, oltre che una non completa disponibilità dei posti vacanti da mettere a ruolo.
“Secondo i nostri calcoli – sostiene però Enrico Panini, leader Flc-Cgil - i numeri per fare le 60.000 assunzioni rimangono tutti in piedi. Bisogna infatti considerare che nella stessa Finanziaria è previsto che in tre anni venga assorbito a tempo indeterminato il 70% degli insegnanti di sostegno: essendo più o meno 50.000 i posti liberi per questa categoria di docenti è evidente che ne dovrebbero essere assunti almeno 15.000 l’anno”.
“Un numero che sommato alle almeno 30.000 cattedre accertate prive di docenti titolari e a quelle dei non docenti, dove c’è tantissimo precariato annuale che supera ampiamente le 10.000 unità, arriva alle cifre significative di cui parlavamo”, continua il leader della Flc-Cgil. “Ma quella di far slittare tutto sarebbe la soluzione peggiore: le nomine le deve fare questo governo. Ma non per motivi di campagna elettorale, visto che negli ultimi anni in politica sono saltati tutti gli schemi: il motivo è semplicemente da ricondurre al fatto che è questo governo ad aver voluto inserire le assunzioni della scuola in Finanziaria e quindi le sente sicuramente più sue di un governo futuro sulla cui composizione, tra l’altro, oggi non possiamo sapere nulla”.
La posizione è la stessa sostenuta anche dai “Comitati insegnanti precari”, secondo cui immettere in ruolo 25.000 docenti èfunzionale all’acquisizione del consenso elettorale in vista delle prossime elezioni politiche: una manovra in extremis - sostiene Maristella Curreli, presidente nazionale dei Cip – chenon si contribuisce ad eliminare la precarietà, né a conferire più qualità alla scuola statale e meno che mai ad onorare l’impegno che la maggioranza uscente aveva assunto, solo l’anno scorso, con la legge finanziaria. Infatti, a fronte delle 150.000 immissioni programmate dal piano triennale, degli attuali 100.000 posti vacanti e dei 20.000 pensionamenti previsti per il 2008, questa soluzione copre poco più del 20% del fabbisogno, dimostrandosi di grande impatto mediatico e scarso effetto pratico”.
Oggi è però spuntata un’altra possibilità: quella di attuare le 60.000 assunzioni in due trance, la prima immediata e l’altra dopo le elezioni. La possibile soluzione – riferiscono Pietro Folena (Rifondazione comunista) ed Alba Sasso (Sd), rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione Cultura alla Camera – è stata fornita a Bari dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ad alcuni precari che gli chiedevano notizie sull’esito della trattativa in corso tra governo e sindacati.
“Se così fosse – sottolinea Folena - sarebbe scandaloso: si tornerebbe alla vecchia politica di Lauro, quello che regalava prima una scarpa e poi, dopo le elezioni, l’altra: i precari hanno diritto di sapere se entreranno o meno in ruolo e con quali tempi. Fioroni non può promettere un secondo tempo perché è poco probabile che sia lui il prossimo ministro”.
Anche i toni usati da Alba Sasso sono accesi: “promettere per il post-elezioni – dichiara l’on. Sasso - è una presa in giro inaccettabile. Come è totalmente inaccettabile che il Ministro Padoa Schioppa possa fare il bello e cattivo tempo anche sulla scuola. Il governo emani immediatamente il decreto di immissione in ruolo dei 50mila insegnanti e dei 10mila Ata previsti. Se poi si potrà fare di più lo si farà, ma adesso occorre mantenere gli impegni presi”. Entro poche ore sapremo come sono andate le cose.
di Alessandro Giuliani
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8 Aprile 2008
L’Associazione per la Scuola della Repubblica
incontra
l’on. Alba Sasso candidata al Senato la Sinistra – l’Arcobaleno
alla FESTA DELLA SCUOLA venerdì 11 aprile ore 20.00
Teatro Kismet Bari Musica dal vivo, buffet e sangria
Sono invitati i sindacati, le associazioni, le forze politiche democratiche e di sinistra, le cittadine e i cittadini
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7 Aprile 2008
Lettera Aperta di Alba Sasso ai Musicisti di Bari
Nelle prossime Elezioni Politiche sono candidata al Senato della Repubblica nella Lista della Sinistra Arcobaleno.
Chiedo a voi tutti di sostenermi perché possa continuare, al Senato, il mio impegno nelle battaglie sostenute in questi anni alla Camera dei Deputati, dove come sapete ho ricoperto l’incarico di Vice-Presidente della Commissione Cultura.
Insieme agli altri parlamentari della sinistra ci siamo impegnati in una dura battaglia contro il precariato della scuola, riuscendo nella stabilizzazione di 150 mila docenti.
Qui vorrei però ricordare che l’interruzione anticipata della Legislatura ha interrotto l’iter parlamentare di alcune iniziative legislative promosse insieme ad altri nel campo della musica e dello spettacolo dal vivo.
Vorrei ricordarne alcune che mi stanno particolarmente a cuore.
La Proposta di Legge sulla Tutela professionale dei lavoratori dello spettacolo
ha 3 obiettivi fondamentali:
1. realizzare una specifica condizione di tutela di questi lavoratori
2. disciplinare la professione di agenti e rappresentanti degli artisti dello spettacolo
3. aggiornare le disposizioni fiscali del settore, in particolare quelle della musica dal vivo
Le leggi italiane in questo campo sono antiquate, confuse, obsolete, contraddittorie. Nessuno ha mai avuto la volontà politica di cambiarle. Occorre dare una precisa tutela al lavoro intermittente, tipico di molti mestieri musicali che oggi sono spesso nell’assurda situazione di dover rispettare sia i doveri del lavoratore autonomo sia quelli del lavoratore dipendente, senza usufruire dei diritti né dell’uno né dell’altro.
La Proposta di Legge prevede per esempio la possibilità di detrarre i costi legati all’attività professionale (acquisto e manutenzione degli strumenti, trasporto, promozione, abbigliamento, gestione, vitto, alloggio, ecc.).
La Proposta di Legge Quadro sulla Disciplina generale dello spettacolo dal vivo
ha un obiettivo ambizioso, ma ineludibile per il futuro della musica nel nostro Paese: ridefinire l’insieme dell’intervento pubblico a favore dello spettacolo e creare finalmente anche nel nostro Paese le condizioni per un cospicuo e regolare afflusso di finanziamento privato al settore.
Chiudere per sempre la logica dell’intervento assistenziale, e promuovere l’estensione qualitativa e quantitativa della offerta e della domanda di musica, in linea con quanto accade da decenni in Europa e negli Stati Uniti.
Sono aperte molte altre questioni nazionali di enorme importanza nel campo della musica
La Riforma dell’AFAM è a metà del guado: la Legge del 1999 potrà avere piena attuazione solo con le dovute risorse finanziarie e con l’emanazione completa di tutti i regolamenti, primo fra tutti quello che riconosca la piena validità dei nuovi titoli di studio.
E ci sono altre questioni aperte che investono direttamente il nostro territorio: i musicisti, più di chiunque altro, sanno quanto la Città di Bari abbia sofferto negli ultimi 16 anni le ferite inferte allo spettacolo e con esso all’intera vita civile della comunità.
Sappiamo tutti che siamo ad un passo dal risolvere finalmente gli ostacoli più insopportabili alla rinascita culturale di Bari.
Il Teatro Petruzzelli riaprirà; anche l’Auditorium riaprirà perchè è stato possibile un impegno comune di enti e istituzioni.
Se queste occasioni avranno luogo nel quadro di quegli interventi legislativi nazionali verrà un forte impulso alla cultura della nostra Terra. Per questo chiedo a voi di sostenermi e mi impegno con voi per realizzare questi progetti.
Alba Sasso
Candidata al Senato della Repubblica
nella
Lista della Sinistra Arcobaleno
per le Elezioni Politiche del 13 e 14 aprile 2008
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5 Aprile 2008
da La Gazzetta del Mezzogiorno del 4 aprile 2008:
BARI.«Apprezzamento alla Magistratura e alle forze dell’ordine di Bari, che hanno permesso, con la chiusura delle indagini, di colpire una struttura di compravendita degli esami nell’Ateneo». È questo il primo commento di Fabio Mussi, ministro dell’Università e alla notizia degli arresti effettuati nel capoluogo pugliese, nell’ambito dell’ennesima puntata dell’esamopoli barese relativa alla vendita di esami e tesi di laurea. Sono state arrestate sei persone (tutti ai domiciliari), due docenti, due amministrativi e due addetti alle aule della facoltà di Economia dell’Università di Bari, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falsità in atti e rivelazione di segreti d’ufficio. «Le forze dell’ordine e la magistratura - ha ricordato Mussi - possono contare sul sostegno di un ministro e di quei rettori, come quello di Bari, Corrado Petrocelli, che non da oggi hanno posto la questione morale, la trasparenza, la legalità come questione centrale per il governo del sistema universitario». Quindi il ministro ricorda un particolare. «Fu proprio sulla vicenda della compravendita di esami avvenuta a Bari negli anni passati - dice - , che nel 2006, dopo 2 mesi dal mio insediamento, decisi di costituire il ministero come parte civile contro i casi di “malauniversità ” e corruzione. Una scelta che rinnovo con ancora maggiore determinazione. Le università italiane continuano a essere liberate da corrotti e corruttori».
Di ringraziamenti in ringraziamenti. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Bari, colonnello Gianfranco Cavallo, che ha condotto le operazioni nella mattinata di ieri, ha ritenuto «doveroso ringraziare, ancora una volta il rettore, Corrado Petrocelli, per la preziosa collaborazione offerta al fine di far chiarezza sulla vicenda». L’episodio scuote anche il mondo politico. «In attesa che la giustizia faccia il suo corso non possiamo non constatare amaramente che episodi come questo fanno male al Sud e ai giovani assai più di quanto non appaia. Infatti distruggono l’immagine di un Ateneo barese che ha saputo raggiungere punte d’eccellenza in più discipline», afferma l’on. Pino Pisicchio, Idv, presidente della commissione Giustizia.
Tenta di vedere il bicchiere mezzo pieno l’on. Alba Sasso, Sinistra-Arcobaleno. «Una buona notizia, comunque, c’è. Questi casi di corruzione, finalmente, stanno venendo allo scoperto. Ed è possibile l’intervento prezioso di forze dell’ordine e magistratura anche perché presso l’Università di Bari si è avviata da tempo una campagna per la legalità e la trasparenza. Al di là di tutte le discussioni su competizione ed eccellenze, allora, c’è un dato su cui riflettere: la battaglia per la legalità, che dovrebbe vedere unite tutte le forze democratiche, è premessa indispensabile perché il merito possa essere riconosciuto e premiato».
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5 Aprile 2008
da La Tecnica della Scuola:
Ma a sinistra è polemica: Folena (Prc) e Alba Sasso (Sinistra Democratica) chiedono che il Governo si impegni a garantire le assunzioni previste dalla legge finanziaria (50mila docenti e 10mila Ata).
Sulla questione delle immissioni in ruolo scoppia la polemica fra il Viceoministro Mariangela Bastico e i suo (ormai ex) alleati della sinistra radicale.
Il viceministro dichiara che entro la fine del mese il Governo provvederà ad approvare il decreto interministeriale, ma mette le mani avanti sul numero finale di assunzioni.
L’Amministrazione, sottolinea Mariangela Bastico, è al lavoro per calcolare con esattezza i posti realmente disponibili “dal momento che le domande di pensionamento per l’anno scolastico 2008/09 sono calate del 60% rispetto ai pensionamenti relativi a quest’anno (da oltre 42 mila a poco più di 18 mila)”.
“Il Ministero della pubblica istruzione - conclude Bastico - è impegnato a garantire che il massimo numero di posti possibili sia destinato alle nuove immissioni in ruolo”.
La formulazione adottata dal viceministro non piace affatto a Pietro Folena (Rifondazione Comunista) e ad Alba Sasso (Sinistra Democratica), rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Istruzione della Camera, che commentano: “Nel comunicato non si parla di 50mila insegnanti e 10mila Ata, che pure rientravano nelle previsioni del Ministero della Pubblica Istruzione. Si parla invece delle domande di pensionamento che, per l’anno scolastico 2008/09, sarebbero calate del 60% rispetto ai pensionamenti relativi a quest’anno. Sembra quindi un implicito annuncio: quest’anno le immissioni in ruolo saranno intorno alla cifra di 18mila unità”.
Durissima la conclusione alla quale arrivano la Sasso e Folena: “Ci sembra che qui si stia iniziando a giocare con i numeri. Un gioco che viene fatto sulla pelle delle persone. I precari di cui parliamo già lavorano per la scuola. Non si tratta di favorire una categoria, quindi, ma di fare funzionare meglio la scuola evitando che ogni anno gli studenti abbiano un insegnante precario diverso e debbano aspettare il ‘rito’ delle nomine”.
E così i due parlamentari chiedono che il Governo “faccia chiarezza, una volta per tutte, sui numeri: quei numeri a cui sono legati i diritti dei lavoratori e quelli degli studenti e delle loro famiglie. Sono 50mila insegnanti e 10mila Ata come prevedeva il ministero, oppure solo 18mila ?”
R.P.
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2 Aprile 2008
da Coratolive.it:
«Un ignobile ricatto». E’ il commento – lapidario, secco – con cui Ezio Falco, dal palco che apre la Campagna elettorale della Sinistra, l’Arcobaleno in Piazza Cesare Battisti, definisce il comizio del Sindaco (uscente) Perrone. Il luogo è lo stesso. Relatori, simbolo e intenzioni invece non potrebbero essere più lontani.
Ospiti per l’occasione l’on. Alba Sasso, l’on. Pietro Folena e naturalmente la Candidata Sindaco Maria Bovino.
L’introduzione del Candidato Falco chiama a raccolta quanti ritengono che a Corato vada ripristinato un «governo onesto e multiculturale» e pone l’accento, prima di passare la parola, sulla chiusura dello Sportello per l’immigrazione da parte dell’amministrazione uscente e sulla delega alle politiche giovanili, «priva di contenuto e non inserita nel bilancio».
«Si lavorerà insieme» assicura Maria Bovino. Quanto allo scontro elettorale non è più il tempo di lesinare sugli attacchi diretti e il riferimento della Candidata Sindaco non si cerca tra le righe. «Io non ho mai chiesto voti con il ricatto diversamente da come ha fatto il Primo Cittadino, dalle urne deve uscire un voto trasparente e democratico per noi».
Per l’on. Alba Sasso la priorità, entro e oltre i confini coratini, è chiara: «evitare che Berlusconi torni a fare danni a questo Paese». Parla di «salari e stipendi», della lotta all’evasione fiscale e di una «crescente disuguaglianza sociale», citando a braccio le ricerche della Banca d’Italia sugli ultimi 15 anni.
Si scaglia contro il precariato («un virus che uccide speranze e possibilità») e le imprese «che non investono coraggiosamente nella ricerca costringendo i giovani a emigrare». Nessun compromesso per quanto riguarda il fenomeno crescente delle “morti bianche”: «arresti e multe per chi non investe adeguatamente nella sicurezza». La proposta di dare 1000 € per il lavoro precario? «Non va bene! Il lavoratore resterà sempre precario».
Posizioni nette, dunque, nei confronti delle cosiddette “questioni eticamente sensibili”, e l’on. Folena si chiede – gridando - dal palco se i cinque morti a Molfetta possano rientrare nella categoria. «C’è bisogno di una forte indignazione contro le ingiustizie» e di una «reazione contro il Vitello d’Oro del profitto».
Ancora la legge 194, che per l’on. Sasso «non si tocca!», e il richiamo ai fatti di Bolzaneto, di Genova, per Folena «segnali del desiderio di costruire un altro mondo, un mondo diverso, meno ingiusto».
E il ragionamento del “voto utile”? «Tutti i voti sono utili, sarebbe meglio parlare di una politica utile». Pietro Folena assicura: «il voto alla Sinistra Arcobaleno è la scelta migliore per togliere voti a Berlusconi».
di Vittorio Vaccaro
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29 Marzo 2008
da Barilive.it:
Utilità e dialogo diretto. Sono gli antidoti contro la dispersione dalla partecipazione politica proposti dalla Sinistra Arcobaleno al meeting “Le tue idee in movimento” tenutosi nel pomeriggio di ieri all’Hotel Excelsior. Scarsa la partecipazione dei giovani, che soffrono lo scollamento dalla “cosa pubblica”, considerata lontana e estranea alle esigenze di vita reale e quotidiana. “La sinistra sta avvertendo lo smarrimento di qualche compagno con una forte militanza alle spalle” afferma Pietro Di Siena dell’associazione per il rinnovo della sinistra. “Guardano alle elezioni del 13 e 14 aprile con distacco, mentre è necessario tornare alle campagne elettorali vecchio stile”, continua, “senza diventare vittima della società della comunicazione, preoccupata solo da quanto dire in televisione”. Necessaria l’autocritica, così come un segnale di svolta vigorosa per gettare le basi di un nuovo associazionismo politico, caratterizzato da una organizzazione capillare che investa quartieri e fabbriche. Bandite le eccessive estremizzazioni, negative nell’ottica di un Governo attento ai problemi concreti piuttosto che alle interpretazioni della realtà. “Nel Mezzogiorno, esempio del fallimento delle politiche del centrosinistra, abbiamo la responsabilità di individuare alternative credibili, salve dal liberismo dominante”, sostiene Di Siena. Interessato alle risposte dei giovani elettori anche Pietro Folena, capolista al Senato in Puglia per la Sinistra Arcobaleno. “Le fabbriche sono ignorate dalle campagne elettorali”, lamenta, reduce da una mattinata davanti ai cancelli della Bosh dove, a dispetto della giovane età degli operai, non esistono organizzazioni politiche neanche in forma embrionale. L’alta partecipazione alla marcia per le vittime della mafia dimostra che il ruolo di protagonista non è più rivestito dai “vecchi partiti”, ma da associazioni e circoli culturali. Segno che “ci vuole concretezza per destare l’interesse”, afferma Aldo Tortorella, ex partigiano e membro dell’associazione per il rinnovamento della sinistra. Grave il deficit di partecipazione con cui la sinistra si presenta alle elezioni, situazione aggravata dalla “oligarchica” legge elettorale in vigore. Sanabile la diffidenza, grazie a un programma “non perfetto ma forte”, che propone l’eliminazione dei contributi indiretti all’editoria, per convogliare maggiori risorse economiche alle emittenze locali, garanti del pluralismo. A caccia dei “contenuti scomparsi” la candidata al Senato Alba Sasso, che nel “voto utile” vede avverarsi lo spauracchio di “inciuci” e riforme costituzionali passate senza referendum confermativo. Battere sui diritti dei cittadini il must della sinistra che, come ricordato da Alba Sasso, ha all’attivo 150 mila precari della scuola diventati di ruolo.
Paola Mammarella
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22 Marzo 2008
«No al duopolio Pd-Pdl ecco la nostra sfida»
La Sinistra Arcobaleno: più lavoro e diritti
da la Gazzetta del Mezzogiorno del 21 marzo 2008:
BARI. La Sinistra Arcobaleno incontra la città: militanti, esponenti delle associazioni, cittadini hanno riempito ieri la sala dell’Excelsior di Bari per incontrare i candidati in Puglia (Nicola Fratoianni e Cristina Tajani alla Camera e Pietro Folena e Alba Sasso al Senato) del neonato partito unico della Sinistra (presente anche il segretario cittadino di Rifondazione Comunista, Denny Sivo).
La Sinistra è «l’unica via alla crisi democratica - ha detto Folena - che investe il paese e di cui i cittadini risentono», l’unico modo per risvegliare quel clima di «febbre democratica che ha animato l’elezione di Vendola». Sulla stessa scia Nicola Fratoianni che ha riafferma l’idea che l’Arcobaleno non è solo un’alleanza elettorale ma «un percorso costituente, per poter dare forza e voce a istanze nella società che altrimenti non avrebbero più possibilità di esprimersi». L’urgenza è riaffermare i valori fondativi della Sinistra, in un momento in cui «sembra ci sia uno stonato unisono fra quei due partiti, PD e PDL, che si rincorrono fra di loro su molti temi», ha aggiunto Folena.
I risultati ottenuti dalla sinistra nell’esperienza di governo di Bari, ha rimarcato Sivo, dall’abbattimento di Punta Perotti all’istituzione del registro delle Unioni Civili a Bari (primato al Sud) alla messa in sicurezza della Fibronit, è la dimostrazione di come l’incontro tra siocietà vicile e politica possa e debba funzionare.
Della stessa idea Cristina Tajani, la precaria terlizzese candidata alla Camera: «bisogna parlare a quel 37% di giovani sotto i 35 anni che propendono per l’astensione dal voto», dando risposte concrete ai problemi della mancanza di lavoro e della precarietà.
Le ha fatto eco Alba Sasso, candidata al senato, marcando il concetto del «voto necessario, necessario perché la posta in gioco non riguarda chi governerà il paese i prossimi cinque anni, ma ciò che si vuole fare di questo paese». [b. mart.]
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20 Marzo 2008
Cara amica, caro amico,
sono candidata al Senato, nella circoscrizione Puglia, nella lista de “la Sinistra - l’Arcobaleno”.
Credo che tu abbia avuto modo di seguire il lavoro da me svolto in Parlamento negli ultimi anni. Lavoro in cui mi sono sempre sforzata di mettere in primo piano le battaglie per la scuola come comunità educante che prepari i cittadini del domani, per la difesa della laicità dell’istruzione pubblica, per la valorizzazione della professionalità del personale della scuola e in particolare dei docenti, per maggiori e più qualificati investimenti nei settori dell’Università e della Ricerca.
Insieme agli altri parlamentari della sinistra ci siamo impegnati in una dura battaglia contro il precariato, riuscendo nella stabilizzazione di 150 mila precari della scuola, modello su cui intendiamo continuare per tutto il mondo del lavoro. Spero che con il tuo voto mi voglia dare l’occasione e l’opportunità di proseguire questo impegno.
Non sono qui a chiedere il voto alla mia persona: voglio invitarti, piuttosto, a rafforzare il progetto rappresentato dalla Sinistra Arcobaleno. Un soggetto che non intende essere un semplice cartello elettorale, ma che ha l’ambizione di riaggregare le diverse anime e le molteplici tradizioni della Sinistra nel nostro Paese, per far sì che anche in Italia, come nel resto d’Europa, possa esistere una forza progressista che abbia come priorità le questioni del lavoro, dei diritti civili, della laicità, della pace, dell’ambiente, della giustizia sociale, dell’accoglienza e dell’inclusione.
Sono consapevole che non esistono soluzioni miracolose ai problemi del Paese.
Quello che ti assicuro è che continuerò a mettere nel mio impegno politico e istituzionale la stessa passione e la stessa tenacia di sempre.
Se ritieni, puoi fare circolare questo mio appello.
Grazie per l’attenzione.
Alba Sasso
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18 Marzo 2008
Giovedì 20 Marzo
serata con
Alba SASSO
a Bari al Teatro Kismet
(strada S. Giorgio Martire 22/f)
dalle ore 21.00 in poi:
-musica
-free drinking
-chiacchierate e discussioni fino a tardi…
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