Mussi ringrazia la procura I carabinieri: «Dall’Ateneo preziosa collaborazione»
Sabato 5 Aprile 2008da La Gazzetta del Mezzogiorno del 4 aprile 2008:
BARI.«Apprezzamento alla Magistratura e alle forze dell’ordine di Bari, che hanno permesso, con la chiusura delle indagini, di colpire una struttura di compravendita degli esami nell’Ateneo». È questo il primo commento di Fabio Mussi, ministro dell’Università e alla notizia degli arresti effettuati nel capoluogo pugliese, nell’ambito dell’ennesima puntata dell’esamopoli barese relativa alla vendita di esami e tesi di laurea. Sono state arrestate sei persone (tutti ai domiciliari), due docenti, due amministrativi e due addetti alle aule della facoltà di Economia dell’Università di Bari, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, corruzione, falsità in atti e rivelazione di segreti d’ufficio. «Le forze dell’ordine e la magistratura - ha ricordato Mussi - possono contare sul sostegno di un ministro e di quei rettori, come quello di Bari, Corrado Petrocelli, che non da oggi hanno posto la questione morale, la trasparenza, la legalità come questione centrale per il governo del sistema universitario». Quindi il ministro ricorda un particolare. «Fu proprio sulla vicenda della compravendita di esami avvenuta a Bari negli anni passati - dice - , che nel 2006, dopo 2 mesi dal mio insediamento, decisi di costituire il ministero come parte civile contro i casi di “malauniversità ” e corruzione. Una scelta che rinnovo con ancora maggiore determinazione. Le università italiane continuano a essere liberate da corrotti e corruttori».
Di ringraziamenti in ringraziamenti. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Bari, colonnello Gianfranco Cavallo, che ha condotto le operazioni nella mattinata di ieri, ha ritenuto «doveroso ringraziare, ancora una volta il rettore, Corrado Petrocelli, per la preziosa collaborazione offerta al fine di far chiarezza sulla vicenda». L’episodio scuote anche il mondo politico. «In attesa che la giustizia faccia il suo corso non possiamo non constatare amaramente che episodi come questo fanno male al Sud e ai giovani assai più di quanto non appaia. Infatti distruggono l’immagine di un Ateneo barese che ha saputo raggiungere punte d’eccellenza in più discipline», afferma l’on. Pino Pisicchio, Idv, presidente della commissione Giustizia.
Tenta di vedere il bicchiere mezzo pieno l’on. Alba Sasso, Sinistra-Arcobaleno. «Una buona notizia, comunque, c’è. Questi casi di corruzione, finalmente, stanno venendo allo scoperto. Ed è possibile l’intervento prezioso di forze dell’ordine e magistratura anche perché presso l’Università di Bari si è avviata da tempo una campagna per la legalità e la trasparenza. Al di là di tutte le discussioni su competizione ed eccellenze, allora, c’è un dato su cui riflettere: la battaglia per la legalità, che dovrebbe vedere unite tutte le forze democratiche, è premessa indispensabile perché il merito possa essere riconosciuto e premiato».